Per secoli Dalò (Daloo il suo antico nome) è stato abitato per tutto l'anno, c'era la scuola elementare, la chiesa con l'abitazione del parroco, il cimitero, poi, come per tanti altri nuclei simili, durante gli anni '50 ha conosciuto un graduale spopolamento, fino agli anni '70, quando alcuni agricoltori e proprietari decidono di costituire un Consorzio per la rinascita e lo sviluppo di Daloo.


Il Consorzio di Daloo nasce in forma ufficiale con atto notarile il 27 Marzo 1973, per opera di agricoltori della zona, allo scopo di promuovere opere di miglioramento in favore del territorio montano, della economia agricola, forestale e dell'ambiente del comprensorio della frazione di Dalò.

Le attività previste iniziano anno dopo anno a dare i propri frutti, con le bonifiche, la costruzione della teleferica, primo atto per consentire la ristrutturazione delle vecchie case storiche, la sistemazione dei sentieri, la ripresa delle attività agro silvo pastorali.

Oggi, dopo che è stata realizzata una pista forestale che consente un collegamento con San Giacomo Filippo, all'ingresso della Val San Giacomo, Dalò torna a nuova vita e le sue antiche case sono state quasi tutte recuperate dai proprietari o dai loro eredi.






Il paese di Dalò (Daloo) , in comune di San Giacomo Filippo, sorge sul terrazzo che da una parte guarda Sommarovina, Olmo, San Bernardo e la val di Drogo e dall'altra Chiavenna, la Bregaglia e il piano.
Come tutti gli alpeggi, cominciò ad essere permanentemente abitato a partire dal Cinque-Seicento. Il centinaio di persone che vi abitava pensò nel 1656 di costruire una chiesa da dedicare ai Santi Michele e Filippo, e per questo raccolse 50 ducatoni, con disponibilità di "sassi, legnami et altri materiali".  Chiesero quindi la dovuta autorizzazione al vescovo di Como, il quale il 23 ottobre 1656 delegò l'arciprete di Chiavenna a porre la prima pietra nel prato, ceduto da Giovan Antonio Tognetti per 10 scudi.  E il 3 settembre 1657, su delega del vescovo, l'arciprete Francesco Pestalozzi benedisse la prima pietra e poi tutta la chiesa, dove cantò messa solenne con tanti altri preti e fedeli. Perché fosse conservata memoria ai posteri, com'era consuetudine, fu chiamato il notaio Giovan Antonio Tomella di Fraciscio che ne stese l'atto nella piazza davanti alla casa di Battista Tognoni, alla presenza di tre testimoni.
Nel 1735-36 alla chiesa fu aggiunta una cappella laterale, mentre il campanile fu innalzato nel 1816, insieme al cimitero.
Nel nome Dalò, che per i vecchi era Dalòo e che nei documenti cinque-seicenteschi è registrato come Dalore, si vorrebbe vedere la presenza di "orum", cioè orlo, oppure - ma pare meno probabile - di D'Alò, cioè di Eligio, come Alò nel Vicentino.
Mentre l'abitato è raggruppato sotto il pendio, verso nord, si alza una estensione a prato verso est, alla cui sommità è piantata una grande croce visibile su Chiavenna. La più antica di cui rimane memoria fu benedetta dall'arciprete di Chiavenna Bartolomeo Pestalozzi nel 1707, il 29 settembre, festa del patrono san Michele. Nel 1954 la croce in castagno fu sostituita da un'altra in legno di pino alta 10 metri e 40 centimetri, che dieci anni dopo fu abbattuta dal vento. Rimessa in piedi, fu definitivamente atterrata nel 1979, quando fu rifatta dall'attuale in metallo, qualche metro più bassa.

(Guido Scaramellini - Centro di Studi Storici Valchiavennaschi  - Chiavenna 2008).

Giovedì 2 settembre 2010 si sono svolte le operazioni di posa delle nuova grande croce di Daloo, sul punto panoramico.     Un elicottero ha trasportato e posato sul belvedere la croce, alta 10 metri (40 cm in meno di quella in legno posata nel 1954) e realizzata in acciaio con inserti in legno , L'intervento è stato coordinato dai volontari del Consorzio Daloo.
Domenica 5 Settembre 2010 il Belvedere è stato inaugurato e la croce è stata benedetta nel corso della messa tenuta sul posto da Don Rodolfo Sterlocchi di Chiavenna.

La nuova croce è stata donata da Gentile Signorelli (foto), socio del Consorzio e chiavennasco di nascita ma trapiantato da anni nel comasco dove coordina un'azienda di trafilati. Signorelli, che a Daloo possiede una baita, ha voluto rendere omaggio alla madre scomparsa da diversi anni, originaria proprio del borgo alpino.


Benvenuti nel sito del CONSORZIO DI DALOO
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   Il minuscolo agglomerato di Dalò, nel comune di San Giacomo Filippo
   in provincia di Sondrio (SO), reso importante da chiesa, cimitero e
   da una casa "patrizia", sorge invisibile, su un balcone sospeso
   all'incrocio fra Val San Giacomo, Val Bregaglia e Valchiavenna. 
   Si dice che è "Il Belvedere della Valchiavenna"
   per il panorama mozzafiato che offre.
 
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